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FAQ - Tecniche

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Fanalino posteriore: sostituzione con led

L’intento era quello di provare a risparmiare qualche Watt qua e là da destinare ad una lampadina faro più potente. Così ho pensato  di usare dei led per il fanalino posteriore e poi passare alle luci degli strumenti e quindi alle spie del quadro. Per l’anabbagliante del faro conto di sostituire direttamente la lampadina con una a led senza industriarmi in alcun modo. 
 
In realtà, per il fanalino, il risparmio sarebbe dato tutto dalla luce di marcia, venendo usato lo stop unicamente per poco tempo, ma... tant’è...
 
Orbene, riportatami la sagoma dell’interno del fanalino per avere idea dello spazio utile come della disposizione delle torrette per il passaggio delle viti all’interno del plexiglass, ho impostato il circuito stampato e, trattandosi in principio di un prototipo, ho optato per l’utilizzo di una basetta millefori.
 
In verità, vi dico subito che queste basette sono una chiavica poiché, se si indugia un po’ di più col saldatore, si scollano le piazzole, mandano a farsi fottere il layout del cablaggio. 
 
Una volta determinata la disposizione dei led, rossi per le luci di marcia e stop e bianchi per quelli della targa, con un criterio che tenga conto della distanza tra loro per ottenere un flusso uniforme, ho effettuato i collegamenti tra i vari componenti. 
 
Per questo circuito è stata prevista un’alimentazione controllata da due integrati regolatori che provvedono ad erogare costantemente 12 V. Questo ci permette di stabilire con esattezza, visto che ai capi della lampadina tradizionale arrivano in alcuni momenti più di 14 V, i valori delle resistenze che dovremo inserire in serie ad un certo gruppo di file di led.  Al riguardo, c’è da dire che è opportuno utilizzare per ogni fila non più di 4 – 5 led, creando così più gruppi da unire in parallelo, ognuno con la propria resistenza di caduta, affinché l’eventuale l’interruzione di un singolo led causi solo lo spegnimento della fila che lo interessa. Significa che, se la fila è composta da un grande numero di led, il suo spegnimento  renderebbe la luce del fanalino poco visibile. 
 
Ragionando con questo criterio, verrebbe da pensare che sia conveniente usare tanti singoli led con la resistenza calcolata per il funzionamento a 12V, in modo che, nel caso accadesse, si spegnerebbe solo ed unicamente quello e non altri, ma non è così. Ogni resistenza, infatti, determina un assorbimento di corrente che va a sommarsi a quello dei led, dei regolatori, dei diodi di corrente; insomma a tutti quelli degli altri componenti del circuito, in un contesto dove invece interessa proprio un risparmio in tal senso.
 
Poscia (!), a questo punto avrete ben compreso che lo studio del circuito deve tenere in considerazione più di un parametro. Ma non dovete preoccuparvi, è già stato determinato tutto quanto. Chiaramente, chi è in grado, e vuole, creare altre disposizioni ed assemblaggi può divertirsi come meglio crede e la realizzazione di quanto vado proponendovi assumerebbe un mero valore di input. Gli altri possono tranquillamente realizzare quanto sto riportando.
 
Cercando di abbreviare, avete la sagoma dello stampato in grandezza reale col collegamento dei vari elementi. Il cablaggio, pur rappresentato sul disegno dal lato componenti, va effettuato, a convenienza, tra il sopra e il sotto del circuito a seconda della disposizione dei componenti, come meglio credete, cercando di mantenere un certo ordine. Per chi non ci riuscisse, va bene anche alla cazzo di cane, basta rispettare il circuito elettrico. I fili utilizzati hanno una sezione esile, dati gli assorbimenti in gioco. Tutte le resistenze sono da ½ W, 5%, tranne quella da 220 in serie al diodo di uscita del regolatore della luce di marcia, da 1W. 
 
I 4 led per la luce targa fanno capo direttamente al filo marrone del fanalino per l’alimentazione, ovvero al piedino ”in” del regolatore relativo alla luce di marcia. Infatti la resistenza in serie agli stessi è stata calcolata per 14 V. 
La disposizione dei led è stata prevista tutto intorno alla faccia del fanalino visto frontalmente, evitando la zona del catarifrangente. Questo poiché tale zona non lascia passare la luce alle sue spalle. Infatti, anche se dietro di esso viene giusto collocata la lampadina tradizionale, essa illumina per riflesso solo tutta la zona intorno tramite la parabola.
 
I diodi rossi sono degli “straw hat”, quindi ad alta luminosità, da 5 mm., ordinati ad Aliexpress in confezione da 100 alla esorbitante cifra 2,8 €, quelli bianchi, sempre ad alta luminosità, in confezione da 20 a 1,5 €. Trovate numerose offerte con varianti di numero di led e prezzo, unico riferimento deve essere la loro dispersione luminosa, che non deve essere inferiore ai 120°, per ovvi motivi.
 
L’attacco dell’accrocchio è stato realizzato tramite il contenitore di una lampadina tradizionale bruciata a cui è stato tolto il vetro e pulito l’interno per i primi millimetri, per consentire la saldatura di un cilindretto di metallo ricavato attorcigliando il lamierino di una qualsiasi lattina, non in alluminio naturalmente. Conviene stabilire a priori di quanto dovrà essere la sua lunghezza, ma eccedendo. Poi, una volta inserito all’interno della lampadina bruciata per pochi mm., appunto, e saldatolo, si inserisce nel portalampada e vi si posa sopra lo stampato tenendolo parallelo alla base in metallo del fanalino. In questo modo, la parte dello stampato opposto a quello dei led luce targa deve rimanere distante dalla parte più alta della parabola di circa 8 mm, in modo che avvitando il tutto nel portalampada non vada a toccarla. Una volta determinata la lunghezza del cilindretto, tenete in posizione lo stampato sul portalampada tramite le due viti previste ( in questa fase lasciate i fori per il loro passaggio a 4 mm. e solo poi portateli ad 8). Date un paio di punti di saldatura tra il cilindretto e lo stampato. Controllate se è tutto a posto, cioè lo stampato parallelo alla base del fanalino e distante dalla parabola, svitale il tutto ed estraetelo dal portalampada per saldarlo definitivamente lungo il bordo del lamierino. Le torrette all’interno del plexiglass del fanalino entreranno perfettamente nei fori dello stampato bloccandone la rotazione.
 
Per quanto riguarda il portalampada, bisogna liberare i due punti di contatto sul fondo. Si può fare sciogliendo lo stagno col saldatore e scrollando bruscamente o con l’uso di un succhia stagno, per chi ce l’ha, liberando così i due fori. Fatto questo, si infileranno due fili, uno marrone e uno giallo verde nei rispettivi fori liberati, rispettando lo stesso colore e posizione di quelli che arrivano nella base del fanalino dall’impianto, e li si salda.  Deve essere una bella saldatura bombata, che deve fare un buon contatto. Se le punte dei fili emergono dalla saldatura bisogna tagliarli e rifinirli ripristinandone la rotondità. Gli altri capi, una volta riportati al di fuori della basetta attraverso il foro previsto, vanno saldati sui piedini “in” dei rispettivi integrati.
 
I led bianchi che illuminano la targa vanno saldati nel modo visibile in foto, sollevati di poco più 1 cm sullo stampato per evitare che la loro luce risulti troppo radente.
 
Le foto sono in parte del prototipo e in parte della costruzione finale, dove è cambiato qualcosa. In ultimo, infatti, sono stati aumentati i led rossi e diminuiti i quelli della luce targa. Voi  tenete conto solo del circuito elettrico e del cablaggio della FAQ.
 
Se avete dubbi, quotate o Mp-zzate, …….prima o poi li leggerò.
 
Buon divertimento.
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 (Scarica il pdf del circuito)
 
 
 
 
Courtesy of Carlofour