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FAQ - Tecniche

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Tachimetro digitale

Written by minerva.

Per quanto l'idea di un tachimetro digitale su una Four possa lasciare un po' perplessi i puristi, è comunque molto utile per chi come me ha modificato la strumentazione della Four mantenendo solo il contagiri originale e le principali spie di funzionamento, per evitare multe da autovelox.

A questo punto, pur considerando che tali rilevatori permettono una certa tolleranza e un certo margine di errore, il sottoscritto ha sempre fatto una certa fatica a capire "ad occhio" a quanto stava viaggiando prima di arrivare a tiro dell'autovelox.

Certo si potrebbe considerare che nella data marcia, a quel determinato numero di giri, la moto sta viaggiando a tot Km/h, ma tempo di fare questi ragionamenti (anche non troppo complicati) e l'autovelox è già stato superato.

Altro aspetto è quello dei chilometri percorsi parziali e totali, dato molto importante sia per le scadenze di manutenzione, sia per le valutazioni di autonomia del carburante durante le gite, etc.

Allora, ispirandomi alle moto da enduro, ho fatto questo accrocchio.

Materiale occorrente:
- ciclocomputer (con fondoscala idoneo)
- foglio di alluminio da mm. 2
- filo sottile acciaio inox
- guaina termoretraibile

Ho individuato un punto di fissaggio idoneo, il prigioniero di fissaggio della parte inferiore "bandiera" pinza freno (tutte le four ne hanno almeno uno).

Ho sagomato e forato la piastrina di alluminio ricavata da foglio che avevo da parte, ed ho fissato con il filo inox il captatore del ciclocomputer. Per la sagomatura della piastra (fatta semplicemente con le mani e la morsa) occorre fare alcune piccole verifiche dimensionali e fare attenzione alle interferenze con i raggi e con il magnete di lettura giri ruota, niente di complicato basta far girare a mano la ruota.

Per maggior sicurezza, e per un lavoro un pochino più pulito ho "fasciato" il tutto con guaina termoretraibile di idoneo diametro.

Ho fissato il sensore al prigioniero utilizzando la rondella ed un dado autobloccante.

Ho applicato il magnete di lettura sui raggi (essendo pensato per una bici occorre allargare la sede di calettamento con la punta del trapano), ed ho fatto girare la ruota..........FUNZIONA!!!!

Per il fissaggio sul "cruscotto" altra piccola staffettina in alluminio, bulloncino testa a brugola e via.

Il risultato pare essere funzionale ed a mio parere di modesto e discreto impatto estetico (ovviamente i puristi…).

Anche il filo elettrico può essere camuffato (esistono inoltre anche i modelli senza fili), ed il sensore, rimanendo dietro la bandiera della pinza freno, praticamente non si vede.

Per tarare il computer basta impostare il diametro corretto della ruota e poi fa tutto da solo.

Spesa totale:
Ciclocomputer = €. 19,90.
Staffa autocostruita, vite, dadi, rondelle, filo inox, guaina termoretraibie = avevo già tutto in garage.

Tempo impiegato: veramente poco.

Al prossimo Cereglio vi faccio sapere se funziona a dovere.

 

Courtesy of Minerva.