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FAQ - Tecniche

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Sblocco pinza freno anteriore

Talvolta, nel revisionare il circuito frenante, può capitare di scoprire che la pinza anteriore risulti bloccata oltre ogni più infausta aspettativa.

Di solito si bloccano tutte e tre le cose che si possono bloccare: il raccordo della cannetta che porta olio, la vitinadimmerda dello spurgo e il pistoncino. 

La prima non ha storia in un modo o nell’altro, tra chiave di 10 e pinza a scatto, anche sacrificando la cannetta, prima o poi si svita. Il resto potrebbe farci penare più del previsto.

Per una prova pratica, serviva una pinza che facesse veramente schifo, recuperata proprio dal cassonetto in condizioni così disperate che probabilmente era meglio abbatterla così finiva di soffrire un’autentica chiavica, insomma!

All’uopo, un rottame su cui infierire è stato cortesemente fornito da doublecir (grazie doublecir!), che voleva tentare il recupero post mortem:

In effetti l’avanzo di scasso era conciato veramente una sacchetta, con la vitinadimmerda che non era “stondata” sull’esagono, ma proprio recisa a livello “ground zero”, così da non offrire alcun appiglio per tentare un bloccaggio al volo (grazie doublecir!).

Si è dunque deciso di procedere con l’ormai collaudato metodo della “saldatrice a filo e dado sacrificale”. 

Seppure intuitivo, eccolo spiegato:

Si stringe la pinza nella morsa, tra ganasce di piombo (o legno, etc) per non rovinare la vernice (HuahUAuhaua!)

Si posiziona un dado vecchio sulla pinza, in corrispondenza della vitinadimmerda; se questa esce un po’ dalla pinza è pure meglio: il dado lo si sceglierà tale che calzi comodamente-ma-non-troppo sul moncherino. In assenza di moncherino, nel nostro caso (grazie doublecir!), lo abbiamo dovuto scegliere un po’ più largo per poter inserire più comodamente l’elettrodo.

Aspettato quel tanto che la saldatura sia raffreddata, ma a pinza ancora calda, si tenta lo bloccaggio svitando il dado un quarto di giro alla volta, andando avanti e indietro, facendo attenzione a non forzare troppo perché la saldatura potrebbe cedere. In questo sfortunato caso, va ripetuta l’operazione con un nuovo dado.

Il perno cavato può tornare utile in futuro per tappare il foro in fase si sabbiatura/sverniciatura/verniciatura.

A questo punto ci si è dedicati al pistoncino. Qua la situazione si è fatta un po’ più impegnativa, perché veramente non ne voleva proprio sapere di uscire (grazie doublecir!)!! Dapprima si sono compiuti i tentativi classici: pompa freno attaccata e aria compressa ad 8bar. Niente!. Atteso che i metodi tradizionali non sortivano effetto alcuno, si è tentato un po’ di tutto: estrarlo a caldo, a freddo, a tiepido, a temperatura ambiente a da cantina. Niente! (grazie doublecir!).

Si è dunque profilata l’ipotesi di sacrificare il pistoncino, che comunque a questo punto sarebbe risultato verosimilmente molto corroso e comunque da sostituire, per vedere di recuperare la pinza ma più per il tempo che ci si era perso appresso che per il valore della pinza in sé!

Avendo ancora la saldatrice a portata di mano, si è fissato un perno sul pistoncino:

Servendosi di una piastrina in metallo di recupero, una rondella ed un dado, si è improvvisato un estrattore la volo: basta praticare nella piastra un foro di diametro maggiore di quello del perno che abbiamo saldato, e poi infilare rondella, dado e stringere il tutto Più facile a farsi che a spiegarsi:

Stringendo il dado, il perno sale trascinandosi il cilindretto, fino a che quest’ultimo va a battere sotto la staffa.

Se ancora non dovesse essere libero, nonostante essersi mosso, come è capitato in quest’occasione (grazie doublecir!), basta svitare, sollevare la staffa, frapporre degli spessori (tipo dadi da 6) tra staffa e pinza “scansando” il pistoncino, e serrare di nuovo. Reiterare l’operazione aumentando gli spessori, fino a completa estrazione del cilindro.

Il pistone è come al solito corroso, ma se non lo fosse stato, sarebbe stato recuperabile, volendo, tagliando le saldature e lisciando il piano col flex. L’interno della pinza è in buone condizioni, basta tirare via la guarnizione slabbrata e dare una seppiata generica.

All’esterno, una sabbiata veloce prepara il terreno per la successiva stuccatura e verniciatura.

Mah mi pare che sia tutto.

L’ho ringraziato doublecir? 

Comunque mai abbastanza! 

: D

 

Courtesy of Nemoblack